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Lo Spirito guida l'anima all'incontro con Dio

Postato in Ti presento lo Spirito Santo

 

Nel nostro cammino di fede, il dono di vivere nella Comunione dello Spirito ci permette di essere guidati in un percorso interiore che ci porterà direttamente nel cuore di Dio e quindi a realizzare nella nostra vita la volontà di Dio e a sperimentare le sue meraviglie.

La chiave della preghiera è il dialogo che si costruisce con il Signore è quell’intimità unica e personale che il Signore instaura con te perché tu sei unico ai suoi occhi e più quest’intimità si fa profonda più il nostro spirito sperimenta l’elevarsi verso il cielo facendo profonde esperienze di amore e di protezione.

La sua presenza ti riempirà e ti avvolgerà come mai avevi sperimentato.

La preghiera ha certo diverse fasi e diversi livelli. Tutto inizia con un’anelare che ti senti dentro ma che allo stesso tempo non si può colmare, questa sete ti asciuga l’io interiore e ti porta a cercare quest’acqua in maniera sempre più determinata. Questa è la prima fase, uno degli scogli più difficili da superare perché la mancanza di acqua porta sofferenza e il camminare in un deserto assetati stanca, sfinisce. Ma in questa fase Dio inizia a modellarti e far emergere il tuo vero io, la tua vera carne, ti mostra chi sei veramente, ti toglie le maschere che ti sei costruito verso te stesso e verso gli altri, Lui ti vuole vero e senza coperture. Certo scoprirsi di fronte ad uno sconosciuto è dura, certo Dio è uno sconosciuto per noi, perlomeno finchè il nostro rapporto con Lui non sarà più intimo. Questa fase è importante per iniziare ad abbattere l’io, quello negativo che abita in noi, il nostro crederci sopra ogni cosa, soprattutto sopra la nostra stessa vita…tutte queste cose ci annebbiano la visione di Dio. 

Dopo la prima fase, inizia la seconda…dopo essersi messi a nudo e mettendosi nella verità con noi stessi e con Dio, Lui inizia a mostrarsi, ma solo a momenti, quasi si volesse nascondere. Lui vuole che continuiamo a cercarlo perché solo cercandolo abbandoneremo le zavorre che ci tengono attaccati a terra impedendoci di salire in alto. Inizia così a rompersi i legami con la “carne” lo stesso Gesù disse chiaramente Gv 6, 63 È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che vi ho dette sono spirito e vita. Ed ancora Matteo 26,41 "Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole".

E’ proprio vero, lo Spirito è la vera vita, senza lo Spirito la carne intesa anche fisicamente non si regge, non serve. Anche se in queste parole, la “carne” significa tutto ciò che non appartiene a Dio perché contaminato dal peccato dell’uomo e che cerca di trascinare l’uomo verso la perdizione.

Dio ha creato l’uomo: SPIRITO, MENTE, CORPO con il peccato originale il demonio ha capovolto l’essere dell’uomo in CORPO, MENTE, SPIRITO

La preghiera allora è un percorso controcorrente della natura contaminata del peccato per risalire verso Dio e riportare l’essenza del nostro essere quanto più vicina alla vera struttura dell’uomo quando questo risultato è raggiunto, Dio ti prende e ti porta con sé perché sei pronto.

La rottura con la carne è qualcosa di che ti taglia dentro e fa male, ed ogni giorno siamo chiamati a questa rottura, non basta una volta, lo stesso servo di Jhavè narrato da Isaia dice “Mattina dopo mattina fai attento tu il mio orecchio perché io possa ascoltare come gli iniziati” – La Parola di Dio aiuta moltissimo questo processo di rottura di carne per vivere nello spirito, e l’apostolo Paolo conosceva bene il dolore di questa rottura lui stesso parla della Parola come di una spada affilata che ti penetra dentro tra il corpo e l’anima e taglia…ed ancora Gesù stesso: Nessuno può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro, o preferirà l'uno e disprezzerà l'altro: non potete servire a Dio e a mammona.

Questa rottura non è semplicemente necessaria, ma indispensabile proprio come dice Gesù “Nessuno può servire due padroni…”

E questa lotta interiore tra la carne e lo spirito è costante in questo mondo. La notte dello spirito è il momento in cui ti stacchi dalla carne ma non sei ancora riempito dal suo Spirito Santo.

Si tratta comunque di un percorso e quando la rottura è avvenuta, lo senti proprio, senti che non vivi più nella carne e nei ritmi e nelle idee, nei modi di ragionare di questo mondo, vedi tutto sotto la prospettiva dello Spirito, la prospettiva di Dio. E’ questo il tempo della lode e della crescita della fede, del passaggio dal latte a qualcosa di solido, cominci a sentire l’essenza di Dio, che Lui è al centro e tutto ruota e agisce attorno a Lui, la paura scompare, il terrore del futuro, le preoccupazioni scompaiono, cominci a vivere in Dio, e senti il suo Spirito che ti attraversa e si muove in te in tutto il tuo essere, sempre l’apostolo Paolo dice “Non sono più io che vivo ma è Cristo che vive in me” 

Ogni situazione della vita che potrebbe cambiare, non ti spaventerà più perché tu ormai sei nelle mani di Dio e sai che qualsiasi cosa succede ed in qualunque posto ti troverai, Lui sarà con te e questa è l’unica certezza che conta veramente. Ormai non vivi più per te stesso ma per colui che è morto e risorto. Giuseppe figlio di Giacobbe sperimentò questo: la sua fedeltà totale al Signore gli permise di mantenere la Sua Presenza in ogni fase della sua vita anche in quelle più umanamente disperate, Giuseppe non aveva più paura perché Dio lo benediceva in ogni punto in cui si trovasse, dall'interno di una cisterna fino alla corte del Faraone.

L’ultimo gradino, da salire prima di entrare alla sua intima presenza è la RESA TOTALE A DIO. Significa staccare tutto dal proprio io e lasciarlo gestire a Dio, questo non significa non vivere la vita e fare quello che è giusto e doveroso fare, ma la gestione del tutto non è più tua, è Sua! Per le tue battaglie, le tue cose, i tuoi progetti, la tua vita fanno tutte riferimento a Lui. Con la RESA consegni ogni cosa a Lui.

Allora entrerai nella sua parte intima: il suo cuore, ma quando è profondo il cuore di Dio? Allora quanto sarà profonda la nostra esperienza di Lui? Ma quanto ci aspetta ancora da sperimentare di Dio?!

Dopo tutto questo, potrai parlare a Dio, faccia a faccia, come faceva Mosè nella tenda del convegno e potrai chiedere per te e per le persone che ti sono state affidate, ma la preghiera sarà esaudita perché sarà una preghiera con lo Spirito e nello Spirito e perché Dio ormai sa chi sei, Lui ora ti conosce e risponde alle tue preghiere. Ora Dio si fida di te perché a te stesso sei morto per vivere in Lui, hai lasciato a Gesù di crocifiggere nella sua croce la tua carne (cioè il tuo peccato) e morto il tuo Adamo ora in forza dello Spirito sei rinato in Cristo, sei già risorto anche se non ancora nella pienezza.

La preghiera non è che l’inizio, vivere in Cristo, vivere in comunione con lo Spirito, non significa solo sperimentare tutto ciò che ho appena descritto, quella è la base intima e personale che ti nutre e ti aiuta nelle tue scelte di fede, quelle concrete, quelle della vita di tutti i giorni, dove ogni giorno il nemico ti perseguita e ti tenta, ti scaglia persone contro perché tu possa cadere nella tentazione di non amare colui che ti percuote e ti uccide. Tutte e due le dimensioni, quella privata nel senso interiore del termine e quella pubblica cioè nei nostri atti esteriori sono alimentate dallo Spirito e quindi dal profondo rapporto che apri con Dio.