CookiesAccept

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo

Dio guida i miei passi

Mi hai rivestito delle vesti della salvezza

Io gioisco pienamente nel Signore,

la mia anima esulta nel mio Dio,

perché mi ha rivestito delle vesti di salvezza Is 61,10

I versetti del profeta Isaia rientrano in un brano molto noto che annunciano l’opera magnifica di un profeta unto dallo Spirito di Dio. Questo brano è la parola profetica donata dallo Spirito a Gesù che legge a caso un rotolo di Isaia nella sinagoga di Nazaret dove Lui stesso conclude dicendo che questa parola oggi si è realizzata in quel momento per chi l’ha udita. L’annuncio del Regno di Dio produce immediatamente i suoi effetti mediante l’azione dinamica dello Spirito che con potenza e dolcezza attua l’opera di Dio rendendo efficace la parola annunciata, questo perché in Dio la parola e l’azione coincidono perfettamente.

L’avvento del Regno produce allora frutti nuovi dell’amore di Dio: malati che guariscono, afflitti consolati, l’azione misericordiosa di Dio in una nuova era dello Spirito; frutti che generano nel cuore di quanti si trovano pervasi dall’azione di Dio da una gioia nuova che riempie l’anima fino a farla traboccare spandendola anche intorno a se.

L’azione salvifica di Cristo nel mondo mediante la realizzazione di tutte le promesse dell’Antico Testamento e nell’apertura di una via verso la Gerusalemme Celeste annunciata da Giovanni nell’Apocalisse, genera in noi questa gioia annunciata dal profeta.

La realizzazione del Regno nel cristiano viene descritto dal profeta come una veste salvifica che discende dal Cielo, del resto la salvezza, l’opera di Dio è come qualcosa di grande e di misterioso che ti avvolge come una veste nuova che riesce a coprire ogni parte del tuo essere.

Il profeta non casualmente utilizza il concetto di “veste”: la vestizione nel linguaggio biblico rappresenta qualcosa di sacro, richiama alla veste di luce che ricopriva Adamo prima della caduta, alla veste colorata che Giacobbe aveva fatto tessere per il figlio Giuseppe, alla cerimonia di consacrazione dei sacerdoti del tempio, alla veste di luce che ricopre la donna dell’Apocalisse. Lasciamoci dunque guidare dal Signore per poter essere rivestiti del Suo amore.

Ti ringrazio Signore Gesù perché sulla croce hai voluto donarmi una veste di salvezza.

I passi del mio vagare Tu li hai contati

Salmo 55,  9

"I passi del mio vagare tu li hai contati,
le mie lacrime nell'otre tuo raccogli;
non sono forse scritte nel tuo libro?"

Partiamo da questo versetto di questo Salmo molto toccante dove vediamo la fede nella prova.Del resto le prove fanno parte del nostro cammino di vita, ma quello su cui vorrei riflettere è la prova, quella decisiva, quella con la lettera maiuscola, quella dove Dio ci attende. L'allontamento da Dio o una superficilità nel rapporto con Lui portano gradualmente ad un affanno nel sostenere le piccole prove che di solito anticipano quella decisiva, finendo poi per non superarla. Non superare una prova significa semplicemnte perdere la certezza del Suo Amore in noi, è la voce del demonio che grida con ogni mezzo che Dio non è amore.

Ritorniamo quindi alla situazione di partenza: Davide (il salmista) si trova nella prova decisiva della sua fede, vive un combattimento materiale a causa della prigionia da parte dei Filistei ed ha paura, non vede Dio in questa situazione perchè è prigioniero, vede la sua realtà di uomo oltraggiato e schernito ma non perde la fede, si aggrappa alla Sua parola mediante la lodee proclama la Sua fede in Lui. A questo punto, esattamente al versetto 9 riportato sopra si rende conto che Dio veglia su di lui e sa tutto, conosce persino ogni passo che sembrava perduto, ogni lacrima versata da Lui è raccolta e custodita in un'otre è da questo punto in poi che si slancia nella professione di fede potente che lo porterà poi alla liberazione: si rende conto che in Dio nulla è perduto persino quei passi insicuri e per vie non sane che abbiamo percorso perchè provati dal dolore.Questa certezza guida Davide nella preghiera e ristabilisce un rapporto con Dio più elevato. 

Anche noi, ciascuno per le proprie prove, si trova spesso a camminare su strade che non avrebbe mai voluto percorrere, non vedendo mai la fine di tanto vagare, quante lacrime anche silenziose rimaste apparentenemente sprecate, eppure Dio ha scritto tutto nel Suo libro e Lui è lì e ci accompagna passo dopo passo anche se noi non lo vediamo perchè il nostro sguardo volge verso il basso. Siamo chiamati allora ad elevarci verso Colui che ha tracciato un cammino sicuro, Gesù; anche Lui ha vissuto le nostre sofferenze, il silenzio di Dio ed ha superato la prova anche per noi, risorgendo dalla morte infatti ha salvato tutti noi, in Lui ogni nostra prova è vinta.

Signore Gesù insegnaci la fedeltà al Padre nei momenti difficili della nostra vita, insegnaci ad essere tenaci nel cammino perchè i nostri passi sono contati e le nostre lacrime raccolte e custodite dal Padre. Aiutaci ad avere fede ed appoggiarci di più a te che hai già raggiunto la meta celeste.

Il seminatore uscì a seminare

"Ascoltate. Ecco, uscì il seminatore a seminare" Mc 4,3

Breve analisi della Parabola del Seminatore che contiene molti insegnanti e molte analisi si potrebbero fare, quella di seguito non  è che una piccola riflessione con la quale si vuole solo trasmettere la Potenza spirituale che il Signore ci trasmette con il Suo Vangelo. 

A) NOTAZIONE STORICO-AMBIENTALE

Dagli scritti rabbinici si evince che all'epoca di Gesù Cristo nelle zone della Palestina la semina avveniva in maniera molto semplice, non esistevano cioè metodi di rotazione di colture o quant'altro, si aspettava la stagione più umida con qualche pioggia, in modo che il terreno indurito dalle secche temperature di quei luoghi divenissero morbidi così da poter accogliere il seme, permettere che questo penetri nel terreno e possa crescere e metter su radici

B) CONTENUTO DELLA PARABOLA

La Parabola presenta l'azione di un "Seminatore" non identificato che esce e porta con sè del seme che inizia a spargere con la speranza di vedere un giorno un raccolto per quel semme gettato. Il racconto si focalizza sul seme e sui luoghi che questi conquista e come la sua storia si evolve a seconda di dove si trovi. L'episodio viene narrato in modo chiaro e semplice nel vangelo così come una prima spiegazione che il Signore stesso fornisce più avanti. In questa piccola riflessione si vuole mettere in luce qualcosa che apparentemente sfugge ma che racchiude un significato profondo per la nostra vita cristiana

SIMMETRIA

Il racconto è simmetrico: nella prima parte vengono presentati tre tipio di terreno che per vari vicende non producono frutto ed è proprio il frutto il punto di simmetria, in quanto il terreno che diede il frutto, ne diede dove il 30, dove il 60 dove il 100. Per tre semi caduti in tre luoghi aridi il terreno fruttoso ha reso tre misure diverse di frutto che crescono in potenza sempre di tre. Per ogni terreno non buono il terreno buono ha reso tre volte tanto:

 1) STRADA  UCCELLI  LA DIVORANO    FRUTTO DI 30
 2) SASSI  POCA TERRA SI SECCO'  TERRENO BUONO - FRUTTO  FRUTTO DI 60
 3) SPINE  LE SPINE LA SOFFOCANO    FRUTTO DI 100

RIFLESSIONE

1) Il Signore sparge il seme della Parola di Dio in ogni terreno senza distinguere, giudicare, condannare con l'aspettativa di un frutto, con la speranza che il terreno non buono ricevendo il seme cambi divenendo terreno buono per permettere di far germogliare il seme ricevuto --> FAR FRUTTUFICARE I DONI DI DIO-----IL SEME PER IL SIGNORE NON E' MAI SPRECATO

2) Chi semina con il Signore raccoglie sempre ed in abbondanza, infatti il terreno buono ha reso tre volte tanto per ogni terreno non fruttuoso crescendo per ogni nuovo terreno buono conquistato. Dio fa fruttificare il terreno buono anche per la parte mancante del terreno non buono (che comunque va seminato)

3) Il punto di simmetria nel racconto è il TERRENO BUONO CHE DA' IL FRUTTO: nella storia della salvezza il punto di simmetria è la venuta di Gesù nel mondo, Lui è il Frutto per eccellenza, il sacrifico di soave odore, il profumo gradito a Dio Padre che è seminatore e semente; è colui che porta frutti per il Padre e che si impegna anche a cambiare il terreno non buono in terreno fruttuoso in potenza di tre------>TRINITA'-------Gesù agisce sempre nella Trinità, cioè nella piena comunione con il Padre e lo Spirito Santo. Quando Dio agisce il frutto si eleva in potenza, cioè per una potenza infinita come la Trintità stessa.

       
       
       

Una sola è la cosa di cui c'è bisogno (approfondimento)

"Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa. Essa aveva una sorella, di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola; Marta invece era tutta presa dai molti servizi. Pertanto, fattasi avanti, disse: «Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma Gesù le rispose: «Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c'è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta»." 

 Lc 10,38-42

Il brano che presentiamo è uno di quelli più conosciuti nei vangeli. Solitamente con questo passo viene spiegato il rapporto tra la Chiesa operante e la Chiesa orante, l'una mossa nei diversi servizi per il vangelo, l'altra chiusa in luoghi di culto per pregare per coloro che operano; in realtà questo brano nasconde qualcosa di più importante: Gesù celebra l'assoluta importanza dell'ascolto della Parola di Dio che va al di sopra di tutto. Se crediamo che Marta rappresenti la Chiesa operante allora dovremmo stare bene attenti perchè Gesù la rimprovera con dolcezza ma nettamente. La Chiesa oggi è composta dal popolo di Dio consacrato e laico che vive la sua missione con il carisma che il Signore gli ha donato per l'edificazione del Suo Corpo; e questo è giusto! Il problema nasce quando il cristiano preso dai servizi tralascia l'essenza del suo essere di Cristo: qualsiasi servizio, missione e quant'altro si svolga nella Chiesa lo si fa per Gesù Cristo e tutto, veramente tutto, nasce dall'ascolto attento della Sua Parola!

  • Volendo schematizzare:
  • 1) ASCOLTO DELLA PAROLA DI DIO: Non significa semplicemente leggere i testi sacri o libri cristiani, significa piuttosto avere un costante rapporto personale con il Signore e prestare ascolto a quello che Lui ci ispira e come Lui ci guida sul cammino della vita, le scritture rientrano in questo ascolto che deve essere fatto sotto la luce luminosa dello Spirito.
  • 2) DALL'ASCOLTO ALL'AZIONE: La Parola di Dio scritta nei secoli non è altro che il risultato dell'opera che Dio ha compiuto nel mondo, la storia della Salvezza, quindi dopo aver ascoltato occorre alzarsi e scendere in campo per lavorare per il Signore ognuno con il compito assegnatogli, fruttificando il dono ricevuto da Dio mettendolo a disposizione della Comunità.

3) SBAGLIARE STRADA: L'uomo con la sua infinita incoerenza tende a sbagliare la strada, seppur tracciata dal Signore, questo dipende spesso dalla volontà dell'uomo di allontarsi da Dio per percorrere strade apparentemente migliori; altre volte capita che l'errore nasce dal combattimento spirituale con la nostra carne alla quale siamo comunque sottomessi fino al giorno della redenzione, quando saremo perfettamento uno in Cristo. In questi casi l'importante è accorgersi dell'errore, saper leggere i segni che il Signore stesso dona e ritornare a Lui con tutto il cuore, chiedendo perdono e rimettendosi innanzitutto in Ascolto della Sua Paorla

4) VIVERE SOTTO LA SUA GUIDA: La preghiera è lo strumento che aiuta il cristiano a rimanere unito al Suo Dio, ricordando che Dio è una persona, anzi è un Padre, un Figlio e uno Spirito Santo. La preghiera costruisce giorno dopo giorno un rapporto intimo con il Creatore che mediante lo Spirito Santo ci guida nel giusto cammino.

CONCLUSIONE: PRIMATO DELL'ASCOLTO DELLA PAROLA DI DIO CHE PORTA AD UN'OPERA FRUTTUOSA PER IL SIGNORE

Se ho trovato grazia ai tuoi occhi

Mosè si curvò in fretta fino a terra e si prostrò. Disse: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, Signore, che il Signore cammini in mezzo a noi. Sì, è un popolo di dura cervìce, ma tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato: fa' di noi la tua eredità». Es 34,9

Il libro dell'Esodo nella storia di salvezza, rappresenta un momento fondamentale dell'esperienza del popolo di Israele con il suo Dio, e proprio in questo libro vengono narrati fatti fondamentali anche per la nostra vita. Il cammino del deserto fatto dal popolo che esce dalla schiavitù d'Egitto verso la terra promessa è un'esperienza unica della conoscenza con Dio. Il versetto che approfondiremo, tratta un episodio accaduto dopo il peccato di idrolaria da parte del popolo in assenza e Mosè e quindi alla decisione del Signore di ritirare la Sua presenza in mezzo al popolo. E a questo punto interviene Mosè, che si prostra fino a terra, di fronte alla presenza di Dio ed intercede per il popolo presso il Signore. A seguito di questa potente intercessione il Signore torna ad abitare in mezzo al popolo. In Mosè riconosciamo una prefigurazione di Cristo che intercede tra terra e cielo a beneficio di ciascuno di noi, arrivando oltre la preghiera dello stesso Mosè offrendo se stesso come sacrificio di soave odore per ottenere grazia agli occhi del Padre per noi. Abbiamo visto quindi l'opera dell'intercessore potente che si contrappone tra il peccatore e Dio fino ad offrire se stesso per salvarlo, e come l'opera dell'intercessore per eccellenza, Gesù, sia la salvezza di ognuno di noi. Ma questa parola non vuole mettere in evidenza solo l'esperienza salvifica di Cristo nella nostra vita, ma anche come ciascuno di noi, sia chiamato ad offrire se stesso con intercessioni e suppliche per le anime che non conoscono o rifiutano la salvezza di Cristo, per permettere a Dio di penetrarle, è quello che ha chiesto la Madonna nelle apparizioni di Fatima, spiegando ai pastorelli che ci sono tante anime che si perdono perchè nessuno prega e si sacrifica per loro. Siamo quindi chiamare ad imbracciare tutte le armi spirituali di cui disponiamo per offrire preghiera continua a Dio per la salvezza di coloro che ne hanno bisogno. L'intercessione continua è la preghiera più gradita a Dio.

Ti ringrazio Signore Gesù per il tuo sacrificio che ha portato la salvezza nella mia vita, aiutami ad essere uno strumento di potente intercessione per le persone che necessitano di essere toccate dal tuo Amore ricevendo le tue grazie. Insegnami o Signore ad essere un potente intercessore.